In ogni telefilm c’è sempre la puntata con il flash back che riporta i protagonisti in dietro nel tempo, ed è così anche per questo scritto. Siamo in volo sopra l’oceano atlantico in direzione di Zurigo e la maggior parte dei passeggeri è immersa nel sonno, tranne uno che sta scrivendo. I protagonisti della nostra serie televisiva sono alcuni membri del Curling Club Chiasso e del Curling Club Wädenswil-Zimmerberg e le scene sono girate in Canada per il viaggio organizzato da Manuel Noseda in occasione del 50mo dei due club.

Parte il flash back e ci ritroviamo a pochi chilometri dall’aeroporto di Zurigo il 1° di marzo 2018, un incidente e la neve (mica tanta) caduta in occasione dell’estrema puntualità di Andrea Lenzin hanno ritardato l’arrivo di alcuni membri della comitiva (tra cui il capo gita). Fortunatamente nello stesso ingorgo è bloccato anche l’equipaggio del nostro aereo, permettendo a tutti i nostri di prendere l'aereo in direzione di Toronto.

Toccato il suolo Canadese si sono riscontrati altri piccoli problemi, sono partiti 21 elementi e all’uscita se ne sono contati 18. Due sono bloccati per la dichiarazione doganale con l’accusa d’importare marron glacé (un presente per dei nostri avversari canadesi), un altro invece è stato posto in stato di fermo prima della dogana poi è evaso sfuggendo al controllo delle guardie locali ed è stato riacciuffato al controllo successivo e rispedito alla partenza come il gioco dell’oca (ma per sua fortuna non rispedito in Svizzera).

Cena comune per festeggiare l’inizio di questa avventura alla conquista e scoperta del curling canadese e non solo. Un'occasione per molti membri della spedizione che per la prima volta hanno messo piede nella patria dello sciroppo d’acero. Il primo giorno ha permesso di scoprire un po‘ Toronto turisticamente girata a gruppetti formatesi spontaneamente. Alla sera ci siamo spostati tutti al High Park Club, club di curling e tennis fondato nel lontano 1911 e con un modesto numero di soci: 750. Qui abbiamo partecipato con 5 squadre svizzere alla HPC Continental Cup. Torneo speciale nella formula che prevede una sfida a curling tradizionale, 2 a doppio (non per forza misto come alle olimpiadi) e un’ultima sfida a Skin Game. Ad ogni partita i vincitori ricevono anche dei soldi, cosa strana per noi ma anche per alcune squadre locali. L’esperienza è stata particolare prima di tutto per il livello di gioco, ma anche per la formula di gioco molto interessante che ha permesso a tutti di sperimentare il doppio e lo Skin Game (a Chiasso sarebbe impossibile da provare). 

Dopo un’altra giornata libera un gruppo di persone si è recato allo stadio a guardare una partita di NBA della locale squadra dei Raptor (ci interessava di più l’hockey ma le date non combaciavano). Esperienza abbastanza scioccante per chi è abituato a vedere una partita di hockey alla Valascia o alla Resega. Il pubblico era attivo durante le pause o i timeout che durante il tempo di gioco e lo era ancora di più in presenza delle telecamere. L’ultimo giorno a Toronto ha visto una sfida amichevole tra quattro team della Svizzera e altrettanti del Royal Canedian Curling Club, nato più di 125 anni fa come club di biciclette poi convertito al curling. Due brevi partite da 4 end ci hanno fatto capire che ci serve un bel po‘ di allenamento, perché c’è stato un solo vincitore tra gli svizzeri, il team di Thomas Hess. Neanche l'intervento del coach Noseda ha permesso di migliorare il rendimento dei nostri.

In pullman ci siamo recati alle cascate del Niagara, appena presa la magnifica stanza d’albergo con vista sulle cascate ci siamo incamminati per vederle più da vicino. Alcuni hanno anche approfittato del tempo per sfruttare la jacuzzi per due persone presente in ogni stanza. Ripartiti dalle cascate del Niagara in direzione aeroporto per volare verso Regina nel Saskatchewan. Li ci aspetta un giorno e mezzo di curling di alto livello, perché abbiamo la possibilità di vedere i campionati maschili canadesi o anche detti Brier. Uno stadio con almeno 6000 spettatori tutti interessati al nostro sport è una cosa difficile da vedere in Svizzera. Ma oltre allo sport sul ghiaccio c’è anche la festa vicina nel Patch, dove si possono incontrare i giocatori e scambiare due parole con loro. Alcuni membri sono riusciti a fare una foto con Brad Gushue e dargli un gagliardetto del CCC (vincitore della finale), consegnato anche ad un altro che però ha richiesto la firma di tutti i presenti prima di accettare il dono. Gli svizzeri hanno dato un po‘ di spettacolo suonando il corno delle alpi sul palco del Patch e rilasciando interviste a dei giornalisti. Inoltre discussioni e scommesse con i vicini degli spalti hanno reso l’esperienza ancora più bella.

Non abbiamo potuto restare fino alla finale dei Brier perché ci aspettavano a Saskatoon per la parte finale del nostro viaggio. Viaggio in pullman spettacolare sulla pianura imbiancata del Saskatchewan, qui si dice che è possibile vedere un cane che scappa anche il giorno seguente talmente è piatto (non perché congela viste le temperature). La meteo ci ha sempre accompagnato e regalato delle giornate stupende. Durante la cena al ristorante dell’albergo Laurie Burrows e Carol Keesey ci hanno prima presentato il programma culturale e sportivo dei giorni seguenti, poi ci hanno messo alla prova con domande sul curling e il Canada. Ma chi sono queste due persone? Laurie è un allenatore di curling e in passato ha allenato anche alcune squadre svizzere tra cui il team di Silvana Tirinzoni. Mentre Carol è stata presidente della federazione di curling di Saskatoon

Il loro programma prevedeva una parte culturale al mattino e poi alcune ore di gioco sul ghiaccio nella seconda parte di giornata. Ci hanno portato a una riserva indiana per mostrarci la caccia al bisonte, oppure a una specie di Ballemberg locale con ricostruzioni di case e ambienti risalenti al 1910. Il lato sportivo ci ha portato a giocare al Nutana Curling Club per un allenamento tra svizzeri e dello shopping nell'annesso negozio. Poi abbiamo potuto sfidare dei canadesi al CN Cluring Club (il curling club dei ferrovieri) con persone simpaticissime. Poi Laurie ci ha fatto fare pratica al Sutherland Curling Rink per spiegarci qualche trucchetto e prepararci per la sfida finale del giorno seguente. Ultimo giorno in Canada con mattinata tranquilla di televisione per vedere la semifinale dei Brier e capire chi poteva sfidare il team Canada in finale. A fine partita sono iniziare le sfide a curling tradizionale e una gara di tiri più vicino al centro della casa. Al termine delle partite tutti davanti alla tele per gustarsi la finale dei Brier.

È ora di chiudere le valigie e recarsi in aeroporto per il lungo viaggio di ritorno con un primo volo di 3 ore da Saskatoon a Toronto e poi da Toronto a Zurigo per altre 8 ore di viaggio. Tutto sembrava funzionare normalmente quando Murphy si è svegliato e ha bloccato il sistema informatico di Air Canada bloccando al check-in 3 membri. I vari tentativi di riavviare il sistema non sono serviti e così si è passati alla buona vecchia carta e penna. Tutti pronti a partire ma il personale non ci chiama per l’imbarco che prima viene spostato di un'ora e poi ancora di un’altra fino al cancellamento del volo. Così in massa ci rivolgiamo al desk per capire cosa si può fare per riportare 19 svizzeri in patria (due sono partiti il giorno prima senza problemi). Dopo parecchie ore ci viene consegnato un buono per un albergo nelle vicinanze dell’aeroporto. Viste le poche ore di sonno della notte precedente per dormire meglio in aereo e la lunga attesa nessuno aveva voglia di giocare ancora a curling o di andare in centro a fare un giro. Il giorno seguente ci siamo recati in aeroporto per il secondo tentativo di partenza e tutto è filato liscio con il sistema informatico che ha permesso di stampare i biglietti per tutti.

Tutte le persone che abbiamo conosciuto sul ghiaccio e fuori ci hanno accolto stupendamente tutti interessati alla nostra avventura in Canada. Dopo le sfide con i locali abbiamo sempre spiegato la nostra situazione del ghiaccio e tutti meravigliati ci hanno fatto i complimenti per il gioco dimostrato su questi ghiacci quasi perfetti. Durante questi confronti abbiamo anche giocato a trova le differenze tra Canada e Svizzera. Un esempio può essere la dimensione di un club considerato piccolo quando i membri raggiungono le 500 unità. Oppure tutti molto sorpresi dal fatto che siamo noi a fare il peable e a portare i sassi sul ghiaccio, qui sono tutti abituati al ice meister.

Il viaggio è stato stupendo e tutti hanno ringraziato Manuel Noseda per l'ottimo lavoro svolto sperando che il prossimo si possa fare prima dei festeggiamenti del 60mo.

Trailer
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